Questa sera sul mio divano mi guardo attorno, osservo la mia casa e mi pare di non averla mai vista con questi occhi. Il calore della coperta, l’abbraccio della mia famiglia, il televisore acceso e i tanti oggetti che rendono la mia casa proprio la mia e di nessun altro: le foto dei momenti più belli, quel servizio da the cinese all’ingresso, i fiori freschi sul tavolo e la lampada accanto a me accesa ma non troppo. E in questo dolce cullarsi nel proprio piccolo mondo la mente va a chi una casa non ce l’ha più, a chi da mesi vive nella paura, nell’incertezza, nella disperazione di aver perso tutto ma più di ogni altro la speranza. L’arrogante presunzione dell’uomo ci fa credere che certe cose a noi non capiteranno mai, che accadono solo in una parte del Mondo troppo spesso dimenticata e non ci accorgiamo che invece ora a essere scordata e’ l’Italia a pochi km da noi, quella che spesso e’ stata lo scenario delle nostre vacanze, quella che e’ un vanto all’estero per le sue meraviglie artistiche, culinarie, culturali, un’Italia messa in ginocchio dall’impetuosa incertezza della terra che trema sotto i piedi, che fa vacillare case, strade ma soprattutto i cuori di chi e’ nato e vive in quei paesi. Oggi quei luoghi che da mesi sono citati sui giornali e in TV sono stati nuovamente sconvolti. La Terra trema, non cessa di terrorizzare col suo essere prima Madre e poi Nemica, che arriva senza bussare, senza alcun preavviso e fa urlare, correre per le strade e fare paura. Penso a chi ha perso tutto e da mesi vive col terrore di una nuova scossa, che puntualmente non tarda ad arrivare, che ogni volta sembra sempre più violenta e a cui mai ci si riesce ad abituare. Madri, padri, bambini, anziani, animali, tutti uguali di fronte alla paura e all’incertezza, atterriti da un freddo mai provato, resi inerti dal gelo, con tante domande in testa e la fede che inizia a vacillare. Penso a quelle madri abbracciate ai propri figli che fanno loro domande, chiedono quando tutto cessera’ , quando potranno tornare a ridere per le strade, a vivere la loro quotidianità fatta di piccoli grandi gesti, di cose di poco o grande valore a cui l’uomo si aggrappa per sentirsi vivo. Una neve candida, copiosa, incessante cade sulle tende per le strade del centro, tutto diventa più difficile, più incerto. E c’è chi alza gli occhi al cielo e chiede a Dio se non sia troppo, se ci sia un perché, una ragione. Io, lontana km da Amatrice, dalle zone del terremoto, non riesco a non pensare a chi e’ la’ questa notte: alle donne che da dietro una tenda guarderanno la neve scendere dal cielo e si chiederanno come faranno a superare tutto questo, agli uomini che si rimboccheranno le maniche e andranno ad aiutare chi ha più bisogno, celando sul loro volto quella disperazione che da mesi li consuma dentro, ai bambini addormentati che troveranno nei loro sogni i segni di quello che stanno vivendo, ma che fantasticheranno su un nuovo gioco o un domani più roseo, agli anziani che si sono visti strappare di mano i propri ricordi, quelle cose che per loro erano il passato della loro vita, fatto di fotografie, porcellane, abiti e tanto altro, e infine agli animali al gelo, senza cibo, senza un riparo, che nella notte buia e gelida, quando le temperature vanno sotto zero, sentiranno le proprie zampe cedere senza capire il perché di quella sofferenza. Mi viene da pensare che ci sia sempre un’ Italia di serie A e di serie B perché fosse successo a Milano forse qualcosa in più si sarebbe fatto. Ai nostri politici chiedo di mettersi davvero una mano sul cuore, di lasciare le proprie accoglienti case e di andare a vedere con i propri occhi quella sofferenza ,quella desolazione per portare un po’ di speranza concreta e non parole, parole e parole per farsi eleggere e mantenere caldo il proprio posto. Facciamo qualcosa per quest’Italia che è la nostra, la mia, la vostra, per quelle persone che oggi sono state messe ancora una volta alla prova e che un giorno potremmo essere noi. Buonanotte Amatrice, buonanotte ITALIA scossa dal sisma, buonanotte ITALIA sotto la neve, buonanotte italiani. Tutta l’Italia e’ con voi in questa notte di metà gennaio.

Condividi...Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest