La tentazione è sempre dietro l’angolo, insistente, insidiosa, continua. Il primo sorriso, la prima volta in cui pronuncia la parola “mamma” o ancora le prime camminate, le piccole grandi conquiste che giorno per giorno costellano la sua tenera età: sono questi e tantissimi altri i momenti indimenticabili nella vita di un genitore, attimi che ci rubano il cuore, che ci emozionano, tanto da volerlo dire al mondo intero. Ma mentre qualche anno fa questo comportava solo lunghissime chiacchierate con l’amica o la collega, estenuate dai racconti infiniti della meraviglia di essere madri o padri, ora che la vita è raccontata sui social minuto per minuto beh tutto cambia. Sì perché le stories o i post lo sappiamo bene sono un po’ come le ciliegie, una tira l’altra, e farsi prendere la mano è facile.
Sarà la voglia di emulare le foto delle mamme vip che ostentano con orgoglio il loro amore nella quotidianità di Instagram, sarà che come è normale che sia sui social ci piace pubblicare il lato bello della vita e i figli sono pezzi ‘e core, ma quello che può sembrare un gesto spontaneo, un atto d’amore di questi tempi moderni, può essere tutt’altro. Sì perché la leggerezza di un post può costare caro, soprattutto quando l’oggetto non siamo noi ma qualcuno da tutelare.
Io stessa uso moltissimo i social per il mio lavoro e oltre a postare articoli, notizie, aggiornamenti sulla mia professione ecc pubblico anche momenti felici della mia vita di tutti i giorni, istanti condivisi con mio marito, persino il giorno delle nostre nozze. Tuttavia c’è una cosa che non ho mai postato: la foto di mia figlia.
L’ho fatto per me, ma soprattutto per lei.
Il dibattito ovviamente è aperto sono tante, tantissime le mamme che ogni giorno pubblicano con orgoglio le foto dei propri bimbi a scuola, in vacanza, al mare, e spesso mi sono trovata a dover spiegare il perché della mia decisione. Una scelta non sempre facile di questi tempi perché poi ti ritrovi in gita con la scuola e ti tocca dire alla mamma social del gruppo di non postare tua figlia, oppure succede di dover scrivere su What’s up al gruppo di danza che quella foto preferireste rimanesse solo per voi.
Il perché di tutto questo? Diversi i motivi: il primo, il più grande, è sicuramente il desiderio di tutelare i propri figli da chi fa un uso sbagliato dei social e del web. E’ infatti risaputo che quelle foto in spiaggia col costume di Frozen potrebbero finire nel mirino di malintenzionati. E’ di pochi giorni fa infatti il monito dell’Autorità garante della privacy di non postare foto dei propri figli sui social perché potrebbero alimentare la pedo-pornografia in rete.
Sul nuovo numero di Grazia ho letto le affermazioni di due mamme vip, Elena Santarelli e Bianca Balti, a tal proposito. La prima ha commentato: “Vivo tutto con molta purezza e penso che le foto di un bambino non possano che generare tenerezza e comunicare amore”. Un bellissimo pensiero che ovviamente da madre condivido, ma che purtroppo nel mondo reale, fatto anche di persone cattive, non è verosimile e la posta in gioco è davvero troppo alta.
Bianca Balti addirittura ha affermato: “Mi rifiuto di vivere nella paura: è come affermare che a vestirsi sexy si attraggono gli stupratori”. Una frase forte certo, ma che non basta a fermare chi con quelle foto vuole fare altro piuttosto che condividere la gioia dei nostri momenti felici.
E poi c’è un’altra questione da mettere in tavola: siamo sicuri di avere il diritto di poter scegliere per i nostri figli? Quella foto che agli occhi di nostra madre pare tanto tenera, ma che tra 10 anni sarà oggetto delle risate dei nostri compagni di classe gioverà davvero alla vita di nostro figlio? Una volta c’era la foto conservata gelosamente nel portafogli ora sull’Iphone, ma tutto questo pare non bastare.
Ha toccato questo tema Johanna Hauksdottir, esperta di nutrizione, moglie di Fabio Volo e autrice del blog Mother’s Spell: “Credo che sia il caso di riflettere di più sul fatto che i minori, anche se nostri figli, non esercitano il diritto di scelta: a loro non viene chiesto se desiderano essere esibiti sui social network”.
Una riflessione intelligente, giusta, doverosa a cui tutti noi dovremmo pensare prima di schiacciare il tasto invio sulla tastiera.
Prima di esibire la cosa più bella della nostra vita, un figlio, pensiamoci davvero. L’amore per lui non ha bisogno di post o di stories a tema e soprattutto non cerchiamo di accrescere la nostra popolarità con un bacio intimo o un istante di quotidianità tra una madre o un padre e il proprio figlio. Qualche like in più non vale la sua sicurezza, la sua serenità.
E se al suo quinto compleanno saremo tentati dal postare il video di lei che balla a più non posso l’ultimo successo di Rovazzi pensiamoci su qualche istante e facciamoci una domanda: siamo davvero certi di sapere quali occhi lo guarderanno? Vorremmo davvero che tutti quegli sguardi scrutassero la felicità innocente di mio figlio? La risposta a voi.
A me basta fare questa riflessione: se fossi in una strada trafficata e avessi in mano la foto di mia figlia, magari con un bel vestitino o in costume da bagno, sarei davvero convinta di mostrarla a tutti coloro che stanno attraversando quella via? Anche a quell’uomo dallo sguardo schivo, o a quello che proprio non pare avere una faccia da bravo ragazzo? Del resto Facebook o Instagram non sono altro che questo: una grande e trafficata strada da cui passa ognuno di noi, dalla madre amorevole, alla ragazza in cerca di una storia, dall’uomo d’affari, a quello invece malintenzionato.
Il premio come miglior madre beh quello conquistiamocelo nella vita di tutti i giorni, quella vera. e non a colpi di like!

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