C’è una Sardegna che è quella del Billionaire, della Costa Smeralda, delle feste in spiaggia fino al mattino, dei prati d’erba all’inglese a bordo del mare e dei negozi firmati, poi, un po’ più distante, c’è quella vera, selvaggia, aspra e rude in tutta la sua bellezza incontaminata e indomata. Per chi nelle vene ha sangue sardo è solo quella l’isola conosciuta e amata. Per la maggior parte dei turisti invece è l’isola addomesticata a essere la meta principale delle proprie vacanze.

C’è chi però ha scelto di omaggiare la Sardegna vera, quella ancestrale, fatta di tradizioni arcaiche, di sapori, colori e odori unici, per permettere anche chi non è di questa terra di conoscerla e amarla in tutta la sua autenticità.

Giovanna Polimodde, figlia d’arte e ogliastrina nel cuore, ha gli occhi del colore del mare sardo, lo sguardo delle donne forti e risolute di questa terra, e il sorriso generoso di chi sa darsi agli altri.

E’ qui nel Supramonte che i suoi genitori negli anni ’50 hanno dato vita ad un sogno: partendo da un piccolo stabilimento di bibite gassate hanno infatti creato quello che oggi è uno dei progetti turistici più ambiziosi dell’isola. Il Su Gologone di Oliena è tante cose diverse: è un hotel di charme, un villaggio con all’interno decine di botteghe artigiane, un museo a cielo aperto che custodisce al suo interno opere d’arte che sono un vero e proprio vanto per il territorio e l’Italia intera e tanto tanto altro ancora.

Entrare qui significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo, nella storia di un popolo tutto da conoscere, che attraverso i sapori della cucina, l’arte del ricamo, la tintura dei tessuti, i profumi delle sue piante sa raccontarsi e conquistare ogni suo ospite, che ne rimane pervaso.  Sì perché a Su Gologone è impossibile fare un soggiorno qualsiasi, una di quelle vacanze in cui lo spazio si vive in maniera passiva: qui tutto racconta una storia, ogni angolo ha un suo profondo significato e un modo tutto suo di esprimersi attraverso un legame indissolubile tra natura e uomo.

Giovanna, la regina di questo luogo incantato, è riuscita negli anni a rendere Su Gologone una vera e propria esperienza in cui l’ospite è coccolato, ma soprattutto accompagnato mano nella mano nella storia di questa terra: dalla pittura, al ricamo, dall’arte del telaio, alle degustazioni della cucina barbaricina.

Quando ho varcato la soglia di Su Gologone sapevo di stare per vivere un’esperienza unica, ma niente di quello che pensavo era vicino alla realtà. Sì perché ci sono luoghi che sorprendono, che scuotono l’anima, che ci conquistano e il merito è della passione di chi ci lavora che si respira in ogni angolo, è del sorriso genuino di chi vive qui, facendo dell’ospitalità il fine unico del proprio operato.

Sono tantissime le donne che lavorano qui, portando avanti quella tradizione matriarcale dell’isola, che vuole il lato femminile al centro di tutto tra l’operosità di chi custodisce dentro di sé i segreti delle nonne, l’instancabile forza di volontà di chi sa lavorare al telaio fino a tarda notte, la generosità di chi sa darsi agli altri attraverso il lavoro delle proprie mani.

A lasciare a bocca aperta qui sono prima di tutto i colori: sì perché la tavolozza di Giovanna Polimodde è un inno alla vita. Qui ogni spazio ha un suo colore ben preciso: dall’arancio più acceso, al blu del mare profondo, dal verde delle foglie dei limoni ai lilla dei fiori appena sbocciati. Non è un caso infatti che sia proprio lei a tarda notte a fermarsi in uno dei laboratori e a dar vita con quella creatività viva che la contraddistingue a vere e proprie opere d’arte: oggetti d’arredo apprezzati in tutto il mondo, tanto da essere arrivati quest’anno anche in America.

Qui nulla è lasciato al caso: c’è l’orto dove si coltivano i prodotti genuini usati nel ristorante dell’hotel, l’amaca dove rilassarsi, il forno dove si cuoce come vuole la tradizione il pane carasau, il giardino dedicato a Tex Willer e persino una terrazza per i sogni, dove lasciare il proprio desiderio scritto su un foglio.

Il territorio circostante poi offre ai visitatori esperienze uniche: dal trekking al kayak, dalle escursioni a Tiscali, alle passeggiate a cavallo. E per chi vuole rilassarsi c’è la Spa, la piscina o i corsi di pittura e di ricamo all’interno di una delle botteghe.

Anche le camere sono dei piccoli gioielli dell’artigianato sardo con i tessuti tipici, i mobili della tradizione e ogni confort possibile, come la jacuzzi sul terrazzo per rilassarsi all’aperto sotto le stelle.

Una vacanza qui è un viaggio dei sensi, un’esperienza da fare (senza ombra di dubbio tra le 100 cose da fare nella vita io inserirei anche questa), un regalo per se stessi, per noi italiani che troppo spesso della nostra Terra conosciamo troppo poco. Si parte da Su Gologone inebriati dal profumo del mirto, appagati da un senso di pace e di calma fuori dal comune, e arricchiti da un bagaglio di tradizioni e di storie da conservare dentro se stessi, perché dalle nostre radici si può imparare molto.

Condividi...Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest