Settembre andiamo bambina mia. Ricordo come fosse ieri i versi di Gabriele D’Annunzio ripetuti all’infinito su una strada scoscesa del litorale ligure al fianco di mio padre, per ricordarne ogni singola parola in vista dell’interrogazione di italiano. Oggi quei versi, ma soprattutto quei ricordi, mi paiono ancor più dolci e carichi di emozione. Ora che anche io sono madre ne vedo tutta la loro forza. Ripenso a me bambina così attenta e curiosa e ripenso a mio padre così pronto a farmi da sostegno. Lo rivedo nella mia mente in quegli istanti e penso a quanto allora mi sembrasse sicuro di sé, del suo ruolo di padre, e solo ora capisco quanto invece ognuno di noi è fragile nell’essere genitore, cercando ogni singolo momento di imparare un mestiere che nessuno ci insegna, a fare e dire sempre la cosa giusta, a tentare di essere un esempio virtuoso nella vita quotidiana.

Domani bambina mia inizierai la prima elementare e per te, come per i tuoi amici Sofia, Viola, Federico, Riccardo, e tantissimi altri bambini della tua età, inizierà una magnifica avventura. Mi emoziona pensare a te pronta a camminare verso il tuo futuro. Tu con la tua grinta, la tua personalità così forte e indipendente, così desiderosa di apprendere, di conoscere, di scoprire. Ti immagino domani con il grembiule stirato, la cartella che sa ancora di nuovo, i tuoi occhi affamati di luce e di vita, e quel sorriso che ti illumina il volto. Correrai verso la tua maestra, i tuoi nuovi compagni, e in un certo senso lascerai la mia mano, che fino ad oggi ti ha stretta forte a sé, a volte con il timore verso quel mondo che ancora non conosci per quello che è, così diverso dalle fiabe che sin da quando sei nata ti ho letto.

Certe cose si capiscono solo quando si è madri, mi diceva mia mamma anni fa, e ora so che è vero. Così come per quella felicità sincera, travolgente e inebriante di quando riesci in qualcosa e afferri con tutta la tua forza ogni piccola grande conquista, lo stesso vale per quei timori, quelle paure, quei pensieri che soprattutto a tarda sera quando si è nel letto prendono forma nella mente di un genitore. Ricordo che quando eri nella mia pancia, così spaventata da quella prima gravidanza finita sul nascere e che tanto mi aveva scosso, di notte prima di dormire pregavo, mentre qualche lacrima bagnava il mio viso, e speravo con tutta me stessa di riuscire a stringerti tra le mie braccia. Ora che ti ho accanto a me, che ti osservo dormire serena nella tua stanza, intenta a sognare unicorni alati e leoni amorevoli, mi commuovo nel vedere chi stai diventando giorno dopo giorno: una meravigliosa piccola grande donna, un individuo che sa stupirmi sempre di più e che in tante cose è molto meglio di me. Ma non solo ripensando a me bambina. Intendo come donna. Tu che ti batti per le tue idee, spiegando le ragioni e i perchè di certe scelte, tu che non hai paura di scalare con le corde gli alberi, o di saltare a metri e metri di altezza, che sai cosa vuoi e perchè lo vuoi, tu che ci sorprendi con la tua determinazione, che salti su uno skateboard con la tua consueta naturalezza…

“Porta con te i tuoi sogni” diceva qualche anno fa Roberto Vecchioni e quelle sue frasi col passare degli anni, con quello che accade attorno a noi, sembrano avere ancora più senso. Quando ti siederai al banco e poserai la cartella, lì dentro troverai tutto l’occorrente che abbiamo acquistato per il grande giorno, ma dentro di te, i tuoi sogni, così pieni di magia, di sincerità e di innocenza saranno il bagaglio più importante. Sogna e non smettere mai di farlo perchè è proprio lì in quelle aule che troverai gli strumenti per realizzarli: non solo nozioni, ma anche valori che costituiscono la levatura morale di un uomo, fondamentali e fondanti per la nostra società.

Mi emoziona pensare a quante meravigliose esperienze farai in questi anni di scuola. I miei li conservo nella mente con grandissimo affetto e gioia. Saranno anni incredibili in cui imparerai tanto, ma soprattutto sboccerà quel meraviglioso fiore che oggi è un tenero bocciolo. Proprio come la rosa del Piccolo Principe, bisognosa di cure e di amore, crescerai, conoscerai il mondo, la sua storia, i suoi perchè, le menti che lo hanno reso quello che è oggi, grazie a imprese uniche, scoperte sensazionali e invenzioni che lasciano a bocca aperta.

Hai sempre tenuto tra le mani libri e questo mi ha reso e mi rende molto orgogliosa, perchè anche io ero così. Non credere a chi ti dirà che non servono tutte quelle pagine da leggere, tutte quelle ore trascorse sui libri. Stupisciti, emozionati, ama con tutta te stessa le storie che la maestra ti leggerà, dalle imprese di Ulisse, a popoli incredibili come gli egizi, dai viaggi alla scoperta di mondi lontani fino agli scrittori che hanno messo nero su bianco vicende fantastiche, uniche e immaginifiche.  Ricordati però bambina mia di tutto ciò che ti circonda, delle persone accanto a te, dei loro sentimenti, delle relazioni che si creano tra i banchi di scuola e che a volte possono durare una vita intera, sì perchè è la vita la vera maestra, cruda, dura, aspra, ma anche così bella, appassionante e piena di sorprese. Impara da ciascuno di loro, perchè da ognuno possiamo apprendere un insegnamento e farlo nostro, rispetta le idee diverse dalle tue perchè un giorno ti sembreranno meno assurde e sii umile perchè solo così diventerai un esempio per gli altri.

Viviamo in un Paese che sta scordando tutto questo, sta dimenticando chi siamo stati in passato, così geniali, curiosi e creativi da dar vita a straordinarie opere d’arte, a fare del Rinascimento la nostra età dell’oro grazie a uomini che hanno studiato, ma che soprattutto hanno avuto sete di sapere e fame di vita vera. L’Italia ha bisogno di te, dei tuoi compagni di scuola, ha bisogno di qualcuno che la sappia amare un po’ di più, che la rispetti, la esalti, le faccia indossare di nuovo l’abito della festa, come solo noi italiani siamo capaci di fare. Sei nata in un Paese meraviglioso, che ci ha dato tanto e a cui noi oggi dobbiamo restituire qualcosa. Ho fiducia in te bambina mia, perchè vedo nei tuoi occhi la speranza, la luce della passione, dell’amore e della curiosità.

Prendi in mano allora la tua matita, quella magica che ti ho comprato a Venezia con tutti i colori della tavolozza raccolti in una sola mina e disegna la tua vita, quella che sarà domani, dopodomani, l’anno prossimo. Colorala come solo tu sai fare e dai forma a quei sogni che abitano nel tuo cuore.

Buon primo giorno di scuola Sofia e buon primo giorno di scuola a tutti voi bambini italiani!

 

 

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