Se tornassimo a credere che i professori ci possono insegnare qualcosa allora cambierebbero tante cose
 
E’ un’analisi attenta, puntuale, appassionata quella che Giovanni Floris fa nel suo libro “Ultimo banco: perché insegnanti e studenti possono salvare l’Italia” edito da Solferino Libri.
Un volume che tutti dovrebbero leggere: da un lato i genitori di quei figli che oggi siedono sui banchi di scuola, dall’altro gli insegnanti, sia quelli annoiati da un lavoro che pare aver perso tutta la sua magia e di cui ogni giorno si fa fatica a vedere uno scopo, che quelli invece ancora innamorati di un mestiere tra i più belli e importanti, capace di formare l’animo, la mente e il cuore delle donne e degli uomini di domani. Infine un libro che dovrebbero leggere i nostri politici, quelli che decidono le sorti del nostro Paese e che da troppo tempo hanno lasciato l’istruzione come ultima ruota del carro, aggravando uno stato di salute già precario ad uno dei capi saldi di ogni società evoluta.
E per salvare l’Italia Floris pensa a ragion veduta che sia necessario ridare il proprio ruolo agli insegnanti, partendo dagli stipendi fino ad arrivare a quella legittimazione al valore educativo e non solo formativo che troppo spesso è stata messa da parte dagli studenti, ma prima ancora dai loro genitori.
E’ osservando le scuole e gli ospedali di un Paese che si capisce lo stato di salute di quest’ultimo perché è sui banchi che si formano i cittadini di domani ed è nelle corsie degli ospedali che si percepisce la dignità che viene data ai malati, agli uomini, poveri o ricchi che siano.
 
Le prove a cui oggi gli insegnanti sono chiamati sono molteplici, non più difficili perché in campo ci sono problemi come il bullismo, che come ben cita Giovanni Floris esisteva già ai tempi del libro Cuore, ma più dure a causa proprio di quel ruolo che gli è stato portato via giorno dopo giorno dalle Istituzioni, dai genitori e dagli allievi. Ridiamo fiducia nelle loro scelte, nei loro giudizi e nei loro metodi. Come in tante altre professioni infatti oggi ciascuno di noi pare avere un’opinione ben chiara, un pensiero definito e definitivo e questo porta a far vacillare le parole di chi deve insegnare i passi dell’Iliade e le nozioni di Algebra, ma anche il valore della vita, la sua bellezza, le sue sfaccettature. Ridiamo in mano ad ogni insegnante il proprio mestiere e i nostri figli allora impareranno a spiccare il volo, liberi di saper comprendere, scegliere e vivere. 
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