Nuova avventura e nuovo spazio su cui scrivere. Qualcosa di diverso che ci farà incontrare ogni mattina, all’ora del caffè (magari del secondo che si è tutti più svegli).

Un editoriale insomma che vi darà il buongiorno, il mio buongiorno per voi, fatto di storie belle da leggere tutte d’un fiato, notizie che fanno bene al cuore e curiosità che vi diano la scossa per affrontare col piede giusto la giornata. Una coccola quotidiana insomma, quei cinque minuti tutti per voi, per leggere qualcosa che vi regali un sorriso o un’emozione.

Perché tutto questo? Da dove nasce l’idea?

Come spesso accade alle idee, è la risposta ad un bisogno, un mio bisogno. Ebbene sì sono arrivata all’età di 31 anni e ancora ogni mattina per me svegliarmi, o meglio carburare, è un’impresa titanica, una di quelle missioni impossibili che si spera col tempo di riuscire a superare e che invece restano avvinghiate a noi. Mi ricordo ancora le mattine ai tempi della scuola passate immobili davanti ad una tazza di latte caldo, cercando la voglia di berlo e di prendere coscienza del mondo che mi circondava, tra l’autobus da prendere e il libro di storia appoggiato alle gambe per l’ultimo ripasso. E ancora più indietro ricordo persino una lezione tenuta da mio padre a scuola in III elementare sui benefici della colazione per una corretta alimentazione. “Sacco vuoto non sta in piedi”, “Il mattino ha l’oro in bocca” e così via…

Man mano è passato il tempo, io sono cambiata in tante cose, l’amore, il lavoro mi hanno cambiata ma quello che resta sempre immutata è la mia difficoltà a partire, a mettere in moto. C’è chi addirittura mi prende in giro dicendomi che sembro un orso o peggio uno zombie, che non emetto sillabe prima di mezz’ora dal risveglio… Le cose pensavo cambiassero con la nascita di mia figlia. Mi sono detta: “Ora con una bambina dovrò essere una di quelle mamme iperattive già alle sei del mattino, col sorriso sulle labbra e pronte a chiacchierare del più e del meno”. E invece così non è stato. O meglio la mia piccola è così, io no, anzi forse sono persino peggiorata negli ultimi tempi, andando a dormire sempre a notte fonda per scrivere al pc.

Quindi quando ho pensato ad un editoriale, un appuntamento quotidiano insieme, mi sono detta: “Perché non proprio il buongiorno?” In effetti persino Sun Tzu diceva “Conosci il nemico, conosci te stesso”.

Che sia la volta buona che “guarisco” da questo metabolismo lento, che sembra attanagli ben il 60% della popolazione femminile in Italia?

E poi dalla mia c’è anche il fatto che quest’anno parlano tutti di questa parte della giornata: studi e studi dall’America e non infatti stanno rivelando (senza troppa sorpresa) i benefici dell’essere mattinieri. Basti pensare al recente successo del libro “The miracle Morning” di Hal Elrod, che pone l’accento su questo tema e prende d’esempio famosi imprenditori come Richard Branson (fondatore e AD della Virgin) Tim Cook (AD di Apple), Howard Schulz (di Starbucks) e Jack Dorsey (Fondatore e AD di Twitter e Square) che hanno preso la decisione su cui pone l’accento il libro, ovvero svegliarsi ogni mattina alle 5.30 fa bene.

Più avanti vi racconterò la teoria di The miracle Morning (magari riuscirò persino a convincere qualcuno di voi a seguirla). Per ora vi lascio nella curiosità.

Insomma da oggi parte questo appuntamento quotidiano, fatto di notizie, storie, curiosità, di me ma anche di voi. Sì perché aspetto i vostri racconti, le foto delle vostre colazioni, i vostri inizi di giornata. Presto lancerò anche un contest su questo. Assolutamente da non perdere.

Perché questo sarà un po’ lo spazio della vostra coccola mattutina, un po’ come Tiffany per Holly Golightly.

Io vado pazza per Tiffany, specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie. […] Sono orribili è come un’improvvisa paura di non si sa che.. Ma in questi casi mi resta solo una cosa da fare: prendere un taxi e correre da Tiffany. E’ un posto che mi calma subito. Quel silenzio e quell’aria solenne. Lì non può accaderti niente di brutto. Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany… comprerei i mobili e darei al gatto il nome

cit. Colazione da Tiffany

Questa rubrica vuole essere proprio questo, il vostro personale Tiffany, quella vetrina in cui Audrey Hepburn, tutta sola nella quiete della città che si sta per svegliare, si specchiava con in mano il caffè e la brioche ancora calda. Un posto dove sentirsi bene, dove fermarsi un attimo e poi… partire per una nuova giornata.

Condividi...Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on Pinterest