Ho letto un libro colmo d’amore, una storia di sogni che avvolgono la realtà  e la fanno propria come un pacchero vestito dal suo sugo, un racconto di famiglia, di impegno, di coraggio, di affetto e di emozione che arriva nel piatto, come atto di amore per chi lo mangerà . Ho letto un libro che racconta cosa vuol dire essere un Cerea, essere una stella, essere un’eccellenza nella cucina, ma prima ancora tra la gente, tra i volti di chi si accomoda al tavolo e si lascia andare ad un’esperienza unica , un filo d’amore che ha preso vita tanti anni fa dal si tra un uomo e una donna, un’unione di sentimenti, di valori, di intenti, e che ogni giorno è cresciuta di nuova linfa diventando qualcosa di unico.

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Solo chi varca la soglia di Da Vittorio capirà forse di cosa sto parlando, solo chi ha potuto guardare dritto negli occhi della signora Bruna il suo eterno atto d’amore verso il suo compagno di sempre, chi ha incontrato Enrico con il suo garbo elegante, accogliente e fiero, chi ha scherzato con Francesco sorseggiando un calice di spumante, chi ha assaggiato un risotto unico come solo la mano di Roberto sa fare o chi ha potuto chiacchierare con Barbara e Rossella, scoprendone il carattere forte e al tempo stesso le dolci maniere…

Quello che vi sto raccontando non è un libro di cucina, ma qualcosa di speciale: un viaggio attraverso le storie, gli aneddoti, le emozioni, le paure, le conquiste e i valori di un’intera famiglia. E’ la storia di un grande sognatore che scelse in anni diversi da quelli che stiamo vivendo oggi di scommettere su una sua sensazione, su una sua intuizione, condivisa sempre prima con la moglie e poi portata avanti mano nella mano con coraggio, forse un pizzico di sana follia, e una grande forza d’animo e di carattere.

“Se mio padre non avesse saputo sognare noi non saremmo qui a raccontare questa storia, probabilmente non saremmo da nessuna parte. Per decidere di avere cinque figli, senza possedere niente, bisogna essere dei sognatori. Non saremmo qui, nel nostro pianeta Cerea a nutrire e a nutrirci di cose buone e belle” confida Enrico Cerea nelle prime pagine del volume.

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Le storie di chi sono i Cerea, di come siano arrivate le tre stelle Michelin, di come da quel sogno di papà Vittorio abbiano preso forma i successi conquistati giorno dopo giorno con impegno, sacrificio, pazienza, sono scritte dalla penna sensibile, attenta ed emozionata di Mapi Danna, scrittrice di emozioni, che da tempo si è fatta conoscere per i suoi Love Books, ma che dalle storie di coppia o di famiglia è ora approdata ai libri che parlano sì di una storia, ma che soprattutto raccontano i sentimenti di chi quella storia l’ha vissuta sulla propria pelle, interpretando sguardi, parole, silenzi e confidenze di chi le sta di fronte e mettendoli nero su bianco.

Una riga dopo l’altra scorrono le situazioni di una famiglia numerosa che si è sempre rimboccata le maniche e che con instancabile senso del dovere, curiosità verso il mondo e profonda appartenenza alle proprie radici ha reso il sogno qualcosa di ancora più grande.

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A completare il ritratto dei Cerea gli scatti intimi, che vanno al cuore dell’animo di chi sta di fronte all’obiettivo e si trova nudo con tutta la sua umanità piena di emozioni e sentimento, curati dal bravissimo Giovanni Gastel.

Le luci e le ombre di un bianco e nero elegantissimo e introspettivo arriva al cuore dei Cerea raccontando qualcosa di più ancora. Sembra di conoscerli da sempre Bruna, Enrico, Francesco, Roberto, Rossella e Barbara, e in effetti è così dopo aver letto questo libro tutto d’un fiato.

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E l’amore che si respira di pagina in pagina è quello che Vittorio Cerea diede alla moglie, ai figli, quello che fece di lui un grande maestro, seppur autodidatta nella grande arte della cucina, un maestro soprattutto di vita e una strada da seguire.

Mio padre ha fatto questo per me: mi ha dato una direzione” scrive Francesco Cerea all’inizio della sua storia.

Ma per raccontare cosa sia il ristorante Da Vittorio e le persone che ogni giorno lo rendono quello che è è indispensabile guardare il frutto della passione, del talento e dell’amore che dalla cucina arriva alla tavola dei suoi ospiti. E così il libro dopo le storie dei Cerea fa compiere al lettore un altro viaggio, questa volta nei sapori, nei colori, nelle forme dei moltissimi piatti che a Brusaporto vengono preparati.

Inizia cosi: “Carta Bianca: Fai tu, ti do carta bianca, non voglio scegliere né sapere: sorprendimi. ”

E per chi varca la soglia del ristorante Da Vittorio sono proprio due le sensazioni più forti: la sorpresa e l’idea di trovarsi in famiglia, in un luogo dove si è già stati e dove ritornare è una festa non solo per il viaggiatore ma anche per il padrone di casa.

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Grazie agli scatti di Paolo Chiodini ecco passare in rassegna i grandi piatti di Da Vittorio, alcuni dei quali nati proprio dalla mente del suo fondatore, altri sperimentati dopo i lunghi viaggi da Enrico, altri ancora diventati realtà grazie alla fantasia di Roberto.

Uno dopo l’altro ci sono i moscardini al verde, l’uovo all’uovo, l’orecchia di elefante, i risotti e poi lui il re della cucina Cerea a mio parere, il pacchero alla Vittorio. Più lo guardo e nei suoi sapori forti, decisi, nella sua ritualità di gesti quando viene portato a tavola e impiattato al momento, nel suo incontro tra il pomodoro e l’avvolgente abbraccio del formaggio ed infine nel suo conviviale modo di farsi mangiare penso che rappresenti questa famiglia in tutto e per tutto: le salde radici ai valori della tradizione, la famiglia, la forza, il gusto, il coraggio, il talento.

Se cercate insomma un libro d’amore è questo, se cercate un libro di ricette beh non vi resta che andare a Brusaporto e abbandonarvi al piacere dei sensi, sentendovi davvero a casa, come un amico andato via solo qualche giorno prima e accolto a braccia aperte.

Il libro è edito da Mondadori Electa

Questo pomeriggio alle 18.30 a Milano, presso la libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele, si terrà la presentazione del libro, con Chicco Cerea, Mapi Danna, Angela Frenda, Giovanni Gastel, Michele Lupi.

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