11 dicembre, casella numero 11 da aprire e dietro troviamo Sandra Ciciriello, una donna forte, amante del vino, della terra e delle sue radici, la boss del Ristorante Alice di Milano, che al fianco della chef Viviana Varese ha creato un modo di fare cucina fatto di sapori senza mezze misura, di gusti decisi e di carattere, di un modo di cenare che sa di convivialità, di riscoperta delle antiche tradizioni e di amore per le materie prime. Lei che conosce il pesce come le sue tasche e che dirige la sala del ristorante milanese col polso del capo, il sorriso dell’amico e il cuore della madre di famiglia, è una donna dalle orgogliose origini pugliesi, che si alza all’alba per scegliere il meglio che il mercato può offrire e che dal lavoro delle mani e dal sudore della fronte ha fatto quello che è oggi: una grande donna della cucina italiana, sommelier dalla vasta cultura enologica, e un instancabile braccio destro per la socia Viviana, che dalla cucina di Alice stupisce ed emoziona ad ogni assaggio.

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Come ti stai preparando per questo Natale?

Come tutti gli anni mi appresto a festeggiarlo in famiglia ed, essendo nata il giorno di Natale, a festeggiare due volte.  La Puglia è la mia destinazione da quando la mia mamma non c’è più. Andiamo tutti lì perché ho la mia mamma adottiva, mia zia, che mi ha cresciuta quando, finita la scuola, tornavo a casa per le vacanze estive. Anche Alice chiude in quei giorni. Mi piace pensare che i ragazzi stiano in famiglia e loro lo apprezzano molto. Ma anche da Alice si festeggia. In anticipo. Il 23 sera infatti tutti a fare festa!

Albero o presepe?

Da piccola facevo il presepe. Era un vero e proprio rito. Era bellissimo: ogni anno diventava sempre più grande perché si aggiungevano pezzi nuovi. Ora invece faccio l’albero. Anche se lo trovo più freddo, se fatto bene ha il suo perché. L’importante è fare qualcosa. Mi ricordo che da bambina mi divertivo a guardare le decorazioni fuori dalle case. Oggi poca gente lo fa ed è un peccato. Natale è sempre Natale e deve essere di luce.

Cosa si mangia a casa Ciciriello?

La zia prepara le zeppole, poi si mangia il merluzzo fritto e ognuno cucina qualcosa. Io porto il vino. Gioco in casa… essendo sommelier. E poi arriva mezzanotte e si aprono i regali, si ride e ci si danno tanti baci.

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Com’è il tuo Natale dei ricordi?

Il profumo che mi ricorda il Natale è senz’altro il mandarino (non il mandarancio, ma il mandarino, quello con i semi e dal profumo inconfondibile.) Mi piacciono tantissimo. Se poi i noccioli si lasciano essiccare sul calorifero il loro profumo si sentirà anche il giorno dopo. Anche quando non è Natale e mangio un mandarino il pensiero va subito ai Natali passati.

Il regalo che vorresti trovare sotto l’albero?

Sono stata in India da poco e sotto l’albero vorrei trovare meno egoismo e più altruismo. E’ facile predicare bene e poi starcene tutti lì impassibili. Siamo diventati tutti eroi, ma servirebbe da parte dell’essere umano più umiltà e più amore. Ecco cosa vorrei trovare sotto l’albero. L’amore e il rispetto per ognuno di noi verso i propri simili e verso gli animali. Basterebbe un poco per ognuno. Ma non siamo più coraggiosi. Siamo diventati divoratori di noi stessi. Perciò… buon Natale!

 

 

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